Domenica, 16 Giugno 2019

C Conciliazione Tempi di Vita e Lavoro


Parlare di conciliazione dei tempi di vita privata e lavoro riporta spesso all’idea del lavoro femminile. In realtà, questa necessità non è solo ad appannaggio delle donne; riguarda anche coloro che devono accudire un proprio familiare bisognoso di particolari cure (caregiver). È, ad ogni modo, vero quanto il tema della conciliazione sia uno dei nodi più delicati del capitolo “rosa” e ha a che fare con la possibilità concreta di trovare e mantenere un’occupazione, soprattutto dopo la nascita dei figli. Gli impegni familiari si concentrano infatti sulle spalle di donne e mamme, costrette a rocambolesche imprese per incastrare tutti gli impegni della giornata: il lavoro, la casa, i figli.

Sull’aspetto della genitorialità, il Testo Unico (D. Lgs. 151/2001) rappresenta la normativa di riferimento in materia di tutela della maternità e paternità e di conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro.

Il Testo è stato oggetto di un aggiornamento costante per cercare di garantire sempre maggiori tutele. Le istituzioni hanno cercato negli anni di trovare risposte adeguate, non solo a livello normativo ma anche culturale. Lo sviluppo di politiche per la conciliazione dei tempi di vita e lavoro è infatti un percorso graduale nel tempo, soggetto ad un’evoluzione costante. L’ultimo intervento sistematico in ordine di tempo è quello del Jobs Act, con il Decreto Legislativo 80/2015, dove sono ulteriormente ampliate le tutele per i genitori ma anche per i soggetti che necessitano di maggiore attenzione come le vittime di genere e i malati con patologie degenerative. L’obiettivo è quello di arrivare ad un’universalizzazione delle tutele - senza distinzione tra lavoratori dipendenti e non – e favorire la diffusione di forme di flessibilità nelle aziende.

Sul primo punto, la norma interviene prevedendo maggiori tutele per le lavoratrici autonome o parasubordinate nonché per i genitori affidatari o adottivi (ulteriormente ampliate con la Legge n.81/2017). Mentre sul secondo aspetto legato all’organizzazione aziendale, sono previsti appositi incentivi, normativi e contributivi, per le aziende che adottino modelli di telelavoro o altre soluzioni innovative per conciliare i tempi di vita e lavoro dei propri dipendenti. 

In precedenza, con la Legge 92/2012 erano state introdotte delle novità normative sulla genitorialità in generale e sul lavoro delle donne, prevedendo in via sperimentale il congedo obbligatorio e facoltativo del padre, oltre a contributi economici alla madre per favorirne il rientro nel mondo del lavoro.

Per i nati, adottati o affidati dal 1° gennaio 2016, è stato introdotto un contributo per il pagamento di rette per la frequenza di asili nido pubblici e privati e di forme di assistenza domiciliare in favore di bambini con meno di tre anni affetti da gravi patologie croniche. La disposizione sperimentale è stata confermata, elevando l'importo a 1.500 euro annui, anche per il 2019, 2020 e 2021 nella Legge n.145/2018. 

Dal 2012, è stato poi introdotto anche, il congedo obbligatorio e facoltativo per i papà. La misura è stata prorogata negli anni successivi. Per il 2019, con la Legge di Bilancio (Legge n.145/2018), è stato previsto che il padre lavoratore dipendente abbia a diritto a cinque giorni ai quali, a determinate condizioni, se ne potrà aggiungere un sesto che verrà detratto da quelli previsti per le mamme.

Altre modifiche erano state introdotte dal Decreto-sviluppo bis (D.L. 179/2012, convertito in Legge 221/2012) che ha semplificato la gestione operativa dei certificati medici per l'assenza del lavoratore a causa di malattia del figlio. Il certificato medico del lavoratore del settore pubblico e del settore privato sarà inviato per via telematica all'INPS direttamente dal medico che ha in cura il minore. Il Decreto Legge 216/2012 confluito nella Legge di stabilità 2013 (Legge 228/2012) ha previsto  che anche le pescatrici autonome della piccola pesca marittima possano usufruire delle disposizioni per la tutela della maternità rivolte alle lavoratrici autonome.

 

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